GoKartingGoKarting
Torna al blog
Piloti

Lewis Hamilton e le sue origini nel karting: da un kart di seconda mano a sette titoli di F1

Prima di diventare sette volte campione del mondo di F1, Lewis Hamilton ha passato otto anni correndo in karting, dove ha mostrato il suo talento e ha incontrato Ron Dennis.

5 min di lettura
Lewis Hamilton at Stars & Cars 2008© AngMoKio · CC BY-SA 3.0
Piloti

Prima dei sette titoli di Formula 1, prima della McLaren e della Mercedes, c'è stato un kart di seconda mano sotto un albero di Natale a Stevenage. La storia di Lewis Hamilton nel motorsport inizia su una pista di karting, come quella di tanti altri campioni, e merita di essere raccontata con qualche dettaglio in più di quanto di solito finisca nei titoli dei giornali.

Un kart sotto l'albero di Natale

Lewis Hamilton ha iniziato a correre in karting nel 1993, a soli sei anni, dopo che suo padre Anthony Hamilton gli regalò un kart di seconda mano per Natale. Non era un regalo qualsiasi: la famiglia non aveva risorse in eccesso, e quella decisione avrebbe segnato gli anni successivi per tutto il nucleo familiare. Fin dal primo momento, il piccolo Lewis mostrò una velocità e una combattività che attiravano l'attenzione di chi lo vedeva correre nelle categorie cadetti britanniche.

I progressi furono rapidi. In pochi anni passò da semplice debuttante sulla griglia a punto di riferimento nel karting giovanile britannico, un ambiente molto competitivo dove ogni fine settimana si disputavano titoli regionali e nazionali davanti a un pubblico esigente e molto esperto.

Primo piano della visiera di un casco che riflette la luce del tramonto

Campione nazionale a dieci anni

A dieci anni, Hamilton divenne il più giovane vincitore del campionato britannico di karting in categoria cadetti, un traguardo che già anticipava quello che sarebbe arrivato. Non fu un successo isolato: negli anni della sua formazione collezionò titoli nazionali e internazionali in diverse classi, costruendo un palmarès che presto iniziò ad attirare l'attenzione anche fuori dal circuito del momento.

Questa serie di risultati è fondamentale per capire quello che accadde poco dopo: nel karting britannico degli anni Novanta, vincere sistematicamente nelle categorie cadetti non garantiva nulla di per sé, ma apriva la porta all'attenzione degli osservatori delle grandi squadre. Ed è esattamente quello che accadde con Hamilton.

L'incontro con Ron Dennis agli Autosport Awards

La scena è stata raccontata tante volte da far parte ormai del folklore della Formula 1: agli Autosport Awards del 1995, un Hamilton di dieci anni, già campione nazionale cadetti, si avvicinò a Ron Dennis, allora capo della McLaren, e gli disse che un giorno voleva guidare le sue auto. Dennis, senza impegnarsi a nulla ma senza chiudere la porta, gli rispose con una frase diventata celebre: di richiamarlo tra nove anni, e allora avrebbero visto cosa si poteva fare.

Non ci volle tanto tempo. L'interesse della McLaren per il giovane pilota rimase vivo da quel momento, e nel 1998, a soli dodici anni, Hamilton entrò nel programma giovani piloti McLaren-Mercedes. Fu l'inizio di un rapporto che sarebbe durato più di un decennio e che lo avrebbe portato, nel 2007, a debuttare in Formula 1 proprio con la squadra a cui si era presentato da bambino.

Il sacrificio di una famiglia

Dietro ogni titolo di karting c'era anche un notevole sforzo economico da parte della famiglia Hamilton. Anthony Hamilton, il padre di Lewis, arrivò a svolgere più lavori contemporaneamente — tra cui venditore di infissi, lavapiatti e installatore di cartelli per agenzie immobiliari — per finanziare la carriera sportiva del figlio, in un'epoca in cui il karting agonistico, con i suoi motori, le gomme e gli spostamenti continui, rappresentava già una spesa considerevole per qualsiasi famiglia senza sponsor.

Questa combinazione di talento evidente e sacrificio familiare è, in effetti, uno dei racconti più ricorrenti nel karting di base: prima che arrivino contratti e sponsorizzazioni, sono le famiglie a sostenere economicamente i primi anni di un pilota promettente.

Primo piano di un trofeo metallico che cattura la luce calda

L'anno perfetto: campione d'Europa e del Mondo nel 2000

La stagione 2000 fu probabilmente il culmine del periodo di Hamilton nel karting. Correndo in categoria Formula A con il team CRG-Parilla, si laureò campione d'Europa con il punteggio massimo possibile, davanti a un compagno di squadra che sarebbe arrivato anche lui in Formula 1: Nico Rosberg, secondo in quel campionato. Nella stessa stagione, Hamilton conquistò anche la Coppa del Mondo di karting, chiudendo un anno che consolidò il suo status di una delle più grandi promesse del karting europeo.

Quella doppietta del 2000 non fu solo un risultato sportivo: servì anche come conferma, per la McLaren e per il resto del paddock, che l'interesse mostrato anni prima agli Autosport Awards aveva fondamento.

Il salto alle monoposto

La carriera di Hamilton nel karting si chiuse alla fine del 2001, dopo circa otto anni di competizione, quando passò alle monoposto disputando la Formula Renault 2.0 Winter Series con il team Manor Motorsport. Da lì, la sua progressione nelle categorie minori del motorsport europeo fu costante, fino a una stagione di GP2 nel 2006 che convinse definitivamente il paddock che era pronto per la Formula 1.

Nel 2007 debuttò con la McLaren al fianco del campione del mondo in carica, Fernando Alonso, firmando una delle migliori stagioni da rookie nella storia della categoria. Il resto, con sette titoli mondiali nel suo palmarès, è storia nota della Formula 1 moderna.

Cosa lascia il passaggio di Hamilton nel karting

La storia di Lewis Hamilton nel karting riassume piuttosto bene perché questa disciplina resti la porta d'ingresso quasi obbligatoria per chiunque aspiri alla Formula 1: è lì che si individua il talento grezzo, che si forgia la mentalità competitiva e che, molto spesso, si combatte la prima grande battaglia, quella economica, ancora prima di quella sportiva. Otto anni di karting, un titolo nazionale a dieci anni e una doppietta europea e mondiale a quindici sono stati alla fine le fondamenta di una delle carriere di maggior successo che la Formula 1 abbia mai visto.

Verificato dalla redazione di GoKarting prima della pubblicazione.